Ci sono giorni in cui il mio corpo detta le regole. La stanchezza si fa sentire, i movimenti diventano più lenti e tutto richiede più energia del normale. Non sempre riesco a fare ciò che vorrei, e ho imparato - non senza fatica - ad accettarlo. ma se il fisico, a volte, si ferma... la mente no.
Ho scelto di tenerla allenata, viva, curiosa. E lo faccio nel modo che più mi rappresenta: scrivendo. In questo periodo sto lavorando a due progetti molto importanti per me. Il primo è una raccolta di storie vere, racconti di vita di persone che convivono con malattie rare. Storie di fragilità, sì, ma soprattutto di forza, resilienza e umanità.
Il secondo progetto, invece, è un romanzo. Un romanzo rosa, ma con un'anima profonda: tre donne, tre vite diverse, unite da tre malattie rare. non sarà solo una storia d'amore, ma un intreccio di emozioni, rinascite e consapevolezze.
Scrivere mi permette di trasformare ciò che vivo in qualcosa che può arrivare agli altri. E' il mio modo per dare senso anche alle difficoltà.
Ma non è l'unico. Ho deciso di riemettermi in gioco anche nello studio. Sono iscritta ad una scuola serale per conseguire il diploma in relazioni e marketing internazionali. Non è una scelta semplice, né comoda. Essere presente ogni sera è difficile, a volte impossibile. Ci sono giorni in cui il mio corpo semplicemente non ce la fa.
E allora ho trovato un altro modo: studio da casa, in autonomia, rispettando i miei tempi. Poi mi presento agli esami, alle verifiche, alle interrogazioni. In presenza. Con tutta la determinazione che ho.
Non è un percorso lineare. Non è facile. Ma è una sfida con me stessa.
E io voglio vincerla!
Perché, anche quando il corpo rallenta, i sogni non devono fermarsi. Possono cambiare ritmo, adattarsi, trovare nuove strade. Ma restano lì, vivi.
E io continuo a seguirli!
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