QUANDO LO SPECCHIO NON TI RICONOSCE PIU': VIVERE NEL CORPO CHE CAMBIA

Pubblicato il 9 maggio 2026 alle ore 11:48

Ci sono cambiamenti che scegli. E poi ci sono quelli che ti vengono imposti. Se stai assumendo farmaci come il cortisone, lo sai bene: il tuo corpo cambia. A volte velocemente. A volte in modo che non avevi mai immaginato. Il viso si gonfia. I lineamenti si trasformano. Il corpo trattiene liquidi, si appesantisce, si modifica. E la parte più difficile non è solo il cambiamento in sé. E' guardarsi allo specchio e non riconoscersi più.

Nessuno ti prepara davvero a questo. Ti spiegano gli effetti collaterali. Ti dicono che è necessario. Che è l'unica strada, spesso, per gestire malattie complesse come la polimiosite e molte altre patologie rare. Ma non ti spiegano cosa si prova quando eviti le foto; ti nascondi dietro vestiti larghi; abbassi lo sguardo davanti allo specchio. Non ti spiegano quanto possa far male sentirsi "diversi" dentro il proprio stesso corpo.

Ed è forse questo il punto più frustrante. Non è qualcosa che puoi controllare. Non è qualcosa che puoi evitare. Stai assumendo quel farmaco perché ti serve. Per stare meglio. Per vivere. E allora nasce un conflitto profondo: sto meglio... ma mi sento peggio con me stessa!

Quando il corpo cambia, l'identità vacilla. Ti guardi e pensi: "Quella non sono io!"  Ma la verità è più complessa - e più importante: Tu sei ancora lì, anche se il tuo aspetto è diverso!

Il tuo valore non è sparito insieme ai tuoi lineamenti di prima. Anche se capirlo, accettarlo, sentirlo davvero... richiede tempo.

Non esistono soluzioni magiche. Ma esistono piccoli strumenti che possono aiutare.

1) CAMBIA IL MODO IN CUI TI GUARDI ALLO SPECCHIO

Non cercare la "vecchia te". Prova ad osservarti con meno giudizio e più curiosità. All'inizio sarà difficile. ma è un allenamento.

2) SCEGLI ABITI CHE TI VALORIZZANO ORA, NON PRIMA

Continuare a provare vestiti di "prima" può farti male. Adatta il tuo stile al tuo corpo attuale, senza punirti per questo. Comfort e bellezza possono convivere. 

3) CURA I DETTAGLI CHE PUOI CONTROLLARE

Quando tutto sembra sfuggire, concentrati su ciò che puoi gestire: capelli curati, pelle idratata, un accessorio che ti rappresenta. Sono piccoli ancoraggi alla tua identità.

4) PARLA DI QUELLO CHE PROVI

Il disagio estetico viene minimizzato. Ma è reale. Condividerlo con qualcuno - un'amica, un gruppo, un terapeuta - allegerisce.

5) RICORDA PERCHE' LO STAI FACENDO

Non per consolarti. Ma per restare ancorata alla realtà. Quel farmaco non è il nemico. E' uno strumento. Anche se ha un prezzo.

6) CONCEDITI GIORNI "NO" SENZA COLPA

Ci saranno momenti in cui non vorrai vederti. Non forzarti sempre a stare bene. Accettare anche il rifiuto è parte del processo.

 

E' normale soffrire per il proprio aspetto. Non è superficialità. Non è vanità. E' identità. E quando il tuo corpo cambia senza il tuo consenso, è naturale sentirsi smarrite.

UN PENSIERO PERSONALE

Io faccio ancora fatica a guardarmi allo specchio. Ci sono giorni in cui passo davanti e distolgo lo sguardo. Giorni in cui mi chiedo dove sia finita la "me" di prima. Non ho ancora tutte le risposte. Ma sto imparando una cosa: forse non devo tornare quella di prima. Forse devo imparare a conoscere questa nuova versione.

Se stai vivendo tutto questo, sappi che non sei solo/a. Il tuo corpo sta cambiando, sì. Ma non sta perdendo valore. E anche se adesso fai fatica a riconoscerti, non significa che tu sia meno degna di essere vista. Nemmeno da te stessa!

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